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Per gli appalti di servizi e forniture è necessaria la corrispondenza tra requisiti di qualificazione e quote di partecipazione o di esecuzione dei membri del raggruppamento
5 Gennaio 2026
Qualora le offerte secretate vengano pubblicate successivamente alla comunicazione del provvedimento di aggiudicazione, il dies a quo per l’esperimento dell’impugnativa giurisdizionale avverso le decisioni di oscuramento, deve essere individuato alla data in cui queste sono state effettivamente pubblicate sulla piattaforma
21 Gennaio 2026

Contratti di avvalimento sottoposti a condizioni potestative: legittima l’esclusione dell’operatore economico al fine di tutelare la stabilità del rapporto negoziale con l’amministrazione

8 Gennaio 2026

Un operatore economico ha impugnato dinanzi al TAR Lazio il provvedimento di esclusione disposto da una Stazione appaltante nell’ambito di una procedura di appalto di servizi, sul presupposto che i due contratti di avvalimento prodotti dalla medesima società ricorrente contenessero clausole qualificabili come vere e proprie “condizioni potestative”, tali da rendere “incerta l’efficacia dei predetti avvalimenti”.

Avverso la sentenza di primo grado, con la quale il ricorso era stato respinto in quanto infondato, la società ricorrente ha proposto appello al Consiglio di Stato, chiedendone la riforma e l’annullamento del provvedimento di esclusione, nonché dell’intervenuto provvedimento di aggiudicazione adottato in favore della società controinteressata.

Il Consiglio di Stato (sez. V, 8 gennaio 2026, n. 148) ha rigettato l’appello, ritenendolo infondato, sul presupposto che i contratti di avvalimento prodotti in sede di gara dalla società appellante contenessero clausole idonee a determinare la “‘immediata decadenza del contratto di avvalimento con immediata comunicazione all’Ente Appaltante’, con incidenza sulla efficacia del contratto d’avvalimento (e, dunque, sull’avvalimento stesso, in quanto scaturente anzitutto dal relativo contratto) al verificarsi di determinate vicende collegate alle previsioni contrattuali sul corrispettivo”.

Una tale tipologia di clausola, ha evidenziato il Supremo Collegio, “vale a compromettere la stabilità dello stesso avvalimento”.

Il Consiglio di Stato ha evidenziato, inoltre, che la condizione potestativa prevista nel contratto di avvalimento non può essere compensata tramite una “dichiarazione unilaterale dell’impresa ausiliaria nei confronti della Stazione appaltante”, poiché si tratterebbe di atti, e dunque di un rapporto giuridico, distinto e separato rispetto a quello tra l’operatore economico concorrente e l’Ente appaltante, nonché quello tra la società ausiliata e la società ausiliaria.

Alla luce di quanto esposto, l’Alto Consesso ha pronunciato il seguente principio di diritto: i “contratti di avvalimento sottoposti a condizioni potestative, ovvero – come nel caso di specie – prevedenti clausole il cui inadempimento da parte dell’ausiliata determini l’immediata decadenza del contratto, minacciano la stabilità del rapporto con l’Amministrazione, che potrebbe trovarsi esposta alle conseguenze di tale decadenza”.

Per tali ragioni, è stata ritenuta legittima la decisione dell’Amministrazione resistente di escludere la società appellante dalla procedura di appalto de qua, stante la presenza di condizioni potestative nei contratti di avvalimento spesi in gara dall’operatore economico escluso.

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